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T O P I C    R E V I E W
Polaris Posted - 09/04/2003 : 18:42:33
Continuo a ricevere e a condividere ciò che ricevo, con chi la pensa come me e anche con chi non la pensa e mai la penserà come me.


LETTERA DI MIA COUTO A BUSH
Mia Couto

Signor Presidente:
Sono uno scrittore di una nazione povera, un paese che è già stato nella vostra lista nera. Milioni di mozambicani non sapevano che cosa vi avevamo fatto di male. Eravamo piccoli e poveri: che minaccia potevamo rappresentare? La nostra arma di distruzione di massa era, in fondo, rivolta contro di noi: era la fame e la miseria.

Alcuni di noi rimanevano perplessi per il criterio che faceva sì che il nostro nome fosse macchiato mentre altre nazioni godevano della vostra simpatia. Il nostro vicino, per esempio – il Sudafrica dell’apartheid – violava in maniera eclatante i diritti umani. Per decenni siamo stati vittime di aggressioni di quel regime. Ma il regime di “apartheid” ha meritato da parte vostra un atteggiamento più benevolo: chiamato "coinvolgimento positivo". Anche l'ANC è stato nella lista nera come “organizzazione terrorista”! Strano criterio che avrebbe portato, anni più tardi, i talebani e il proprio Bin Laden a essere chiamati freedom fighters dagli strateghi americani.

Ebbene io, povero scrittore di un povero paese, ho fatto un sogno. Come Martin Luther King una volta sognò che l’America era una nazione di tutti gli americani. Così ho sognato che io ero non un uomo, ma un paese. Sì, un paese che non riusciva a dormire, perché viveva agitato da fatti terribili. E questa paura ha fatto sì che io proclamassi un'esigenza. Un'esigenza che aveva a che fare con lei, Signor Presidente. E io esigevo che gli Stati Uniti procedessero all’eliminazione del loro armamentario di distruzione di massa. In ragione di questo terribile pericolo io esigevo ancor di più: che gli ispettori delle Nazioni Unite fossero inviati al vostro paese. Quali terribili pericoli mi allarmavano? Quali paure il vostro paese mi incuteva? Non erano sogni, purtroppo. Erano fatti che aumentava la mia sfiducia. La lista è così lunga che ne sceglierò solo alcuni:
Gli Stati Uniti sono stati l’unica nazione al mondo ad avere sganciato bombe atomiche su altri paesi;
il suo paese è stato l’unica nazione a essere condannata per "l’uso illegittimo della forza" dal Tribunale Internazionale di Giustizia;
forze americane hanno allenato e armato i fondamentalisti islamici più estremisti (incluso il terrorista Bin Laden) con il pretesto di sconfiggere l’invasore russo in Afghanistan;
il regime di Saddam Hussein è stato appoggiato dagli Stati Uniti mentre praticava le peggiori atrocità contro gli iracheni (includendo il gas lanciato sui curdi nel 1998);
come tanti altri dirigenti legittimi, l’africano Patrice Lumumba è stato assassinato con l’aiuto della CIA. Dopo essere stato preso, torturato, ucciso con una pallottola in testa, il suo corpo fu dissolto nell’acido cloridrico;
come tanti altri burattini, Mobutu Sese Seko venne portato al potere dai vostri agenti e gli sono state concesse facilitazioni speciali dallo spionaggio americano: il quartiere generale della CIA in Zaire (Congo) è diventato il più grande in Africa. La dittatura brutale di questo zairese non ha meritato nessuna scusa da parte degli Stati Uniti fino a quando non divenne scomodo, nel 1992;
l’invasione di Timor Est da parte dei militari indonesiani è stata appoggiata dagli USA; quando le atrocità sono state conosciute, la risposta dell’amministrazione Clinton è stata: “della questione è responsabile il governo indonesiano e non vogliamo sottrarlo a questa responsabilità”;
il vostro paese ha accolto criminali come Emmanuel Constant, uno dei capi più sanguinari di Haiti, le cui forze paramilitari hanno massacrato migliaia di innocenti. Constant è stato giudicato in contumacia e le nuove autorità ne hanno sollecitato l'estradizione. Il governo americano ha rifiutato la richiesta;
nell'agosto del 1998, la forza aerea degli USA ha bombardato in Sudan una fabbrica di medicinali chiamata Al-Shifa. Un sbaglio? No! Si trattava di una rappresaglia per gli attentati di Nairobi e Dar es Salaam;
nel dicembre del 1987 gli Stati Uniti sono stati l’unico paese (assieme ad Israele) a votare contro una mozione di condanna del terrorismo internazionale. Nonostante tutto, la mozione venne approvata dal voto di 153 paesi;
nel 1953, la CIA aiutò a preparare il colpo di stato in Iran, in seguito al quale migliaia di comunisti del Tudeh furono massacrati. La lista di colpi di stato preparati dalla CIA è piuttosto lunga;
dopo la seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti hanno bombardato: la Cina (1945-46), la Corea e la Cina (1950-53), il Guatemala (1954), l’Indonesia (1958), Cuba (1959-1961), il Guatemala (1960), il Congo (1964), il Perù (1965), il Laos (1961-1973), il Vietnam (1961-73), la Cambogia (1969-1970), il Guatemala (1967-1973), Grenada (1983), il Libano (1983-1984), la Libia (1986), El Salvador (1980), il Nicaragua (1980), l’Iran (1987), Panama (1989), l'Iraq (1990-2001), il Kuwait (1991), la Somalia (1993), la Bosnia (1994-95), il Sudan (1998), l’Afghanistan (1998), la Iugoslavia (1999);
dagli Stati Uniti sono state praticate azioni di terrorismo biologico e chimico: l’agente arancia e i defolianti in Vietnam, il virus della peste contro Cuba che per anni ha devastato la produzione suina di quel paese;
il Wall Street Journal ha pubblicato un rapporto che rivelava che 500.000 bambini vietnamiti sono nati deformi a causa della guerra chimica delle forze americane.
Mi sono svegliato dall’incubo del sonno per entrare nell'incubo della realtà. La guerra che lei, Signor Presidente, si è ostinato a iniziare, potrà liberarci da un dittatore, ma ci farà tutti più poveri. Affronteremo maggiori difficoltà nella nostra già precaria economia e avremo meno speranza che il futuro sarà governato dalla ragione e dalla morale. Avremo meno fede nella forza regolatrice delle Nazioni Unite e delle convenzioni del diritto internazionale. Saremo, alla fine, più soli e più abbandonati.

Signor Presidente:
l’Iraq non è Saddam. Sono 22 milioni di madri, di figli e di uomini che lavorano e sognano come fanno i comuni nordamericani. Ci preoccupiamo delle malvagità del regime di Saddam Hussein che sono reali. Ma vengono dimenticati gli orrori della prima guerra del Golfo, nella quale persero la vita più di 150.000 uomini.

Ciò che distrugge massicciamente gli iracheni non sono le armi di Saddam, sono le sanzioni, che hanno condotto a una situazione umanitaria talmente grave che due coordinatori degli aiuti delle Nazioni Unite (Dennis Halliday e Hans Von Sponeck) hanno chiesto le dimissioni in protesta di queste stesse sanzioni. Spiegando le ragioni della loro rinuncia. Halliday ha scritto: «Stiamo distruggendo tutta una società. Semplicemente e terribilmente. Ed è illegale e immorale». Questo sistema di sanzioni ha già procurato la morte di mezzo milione di bambini iracheni.

Ma la guerra contro l’Iraq non è agli inizi. È cominciata molto tempo fa. Nelle no flight zones a nord e a sud dell’Iraq, si bombarda in continuazione da 12 anni. Si stima che, dal 1999 ad oggi, siano morti 500 iracheni. Il bombardamento comprende l’uso massiccio di uranio impoverito (300 tonnellate, ossia 30 volte di più di quello usato nel Kosovo). Ci libereremo da Saddam, ma continueremo prigionieri della logica della guerra e dell’arroganza. Non voglio che i miei figli (né i suoi) vivano dominati dal fantasma della paura. E che pensino che, per vivere tranquilli, si debbano costruire una fortezza. E che per stare al sicuro debbano spendere fortune in armamenti. Come il suo paese che spende 270.000.000.000 (duecentosettanta miliardi) di dollari all’anno per mantenere l’arsenale di guerra. Lei sa bene che questa somma potrebbe aiutare a cambiare il destino miserabile di milioni di esseri umani.

Il vescovo americano Monsignor Robert Bowman le ha scritto, alla fine dell’anno scorso, una lettera intitolata Perché il mondo odia gli Stati Uniti?. Il vescovo della Florida è un ex combattente della guerra del Vietnam. Lui sa che cos'è la guerra e ha scritto: «Lei lamenta che gli Stati Uniti sono nella mira del terrorismo perché difendiamo la democrazia, la libertà e i diritti umani. Che assurdità, Signor Presidente! Siamo bersaglio dei terroristi perché, nella maggior parte del mondo, il nostro governo ha difeso la dittatura, la schiavitù e lo sfruttamento umano. Siamo bersagli dei terroristi perché siamo odiati. E siamo odiati perché il nostro governo ha fatto cose odiose. In quanti paesi degli agenti del nostro governo hanno deposto leader eletti dal popolo, sostituendoli con dittatori militari, fantocci desiderosi di vendere il loro stesso popolo alle multinazionali americane?». E il vescovo conclude: «Il popolo del Canada gode della democrazia, della libertà e dei diritti umani, così come il popolo della Norvegia e della Svezia. Lei ha mai sentito parlare di attacchi alle ambasciate canadesi, norvegesi o svedesi? Noi siamo odiati non perché pratichiamo la democrazia, la libertà o i diritti umani. Siamo odiati perché il nostro governo nega queste cose ai popoli dei paesi del Terzo Mondo, le cui risorse sono oggetto di cupidigia dalle nostre multinazionali».

Signor Presidente:
Vostra Eccellenza sembra non avere bisogno che una istituzione internazionale legittimi il suo diritto di intervento militare. Che possiamo almeno noi trovare morale e verità nei suoi argomenti. Io e milioni di cittadini non siamo restati convinti quando l’abbiamo vista giustificare la guerra. Noi avremmo preferito vederla firmare la Convenzione di Kyoto per bloccare l’effetto serra. Avremmo preferito vederla a Durban, alla Conferenza Internazionale contro il Razzismo. Non si preoccupi, Signor Presidente. A noi, piccole nazioni di questo mondo, non passa per la mente di esigere le sue dimissioni a causa dell’appoggio che le vostre successive amministrazioni hanno dato ai vari dittatori. La maggiore minaccia che grava sull’America non sono le armi degli altri. È l’universo di menzogne che si è creato attorno ai vostri cittadini. Il pericolo non è il regime di Saddam, né alcun altro regime. Ma il senso di superiorità che sembra animare il suo governo. Il suo nemico principale non è al di fuori, ma dentro gli Stati Uniti. Questa guerra può essere vinta solo dagli stessi americani.

Mi piacerebbe festeggiare la caduta di Saddam Hussein. E festeggiarla con tutti gli americani, ma senza ipocrisia, senza argomentazioni a uso e consumo dei ritardati mentali. Perché noi, caro Presidente Bush, noi, i popoli dei paesi piccoli, abbiamo un’arma di costruzione di massa: la capacità di pensare.



2   L A T E S T    R E P L I E S    (Newest First)
axeman Posted - 09/04/2003 : 23:58:04
quote:
Originally posted by Descartes

Speriamo che scrivere 100 post non sia l'unico modo che abbiamo per diventare evocatore.



MA ROFL !!!!!

(ebbene non sono ancora morto. ci manca poco, ma per ora no)
Descartes Posted - 09/04/2003 : 21:03:50
Speriamo che scrivere 100 post non sia l'unico modo che abbiamo per diventare evocatore.

No pain no gain.
No Martini no party.

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